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Notizie dagli Emirati Arabi Uniti

Intervista a Philippe Blanchard – Senior Advisor di S. E. Reem Al Hashimy, Ministro di Stato e DG di Expo 2020

Ci parli dell’inizio del suo lavoro negli Emirati Arabi Uniti. Ho avuto il piacere di unirmi ai team di Sua Eccellenza Reem Al Hashimy, Ministro e CEO di Expo 2020 Dubai, sin dall’inizio della gara di aggiudicazione del febbraio 2012. In precedenza avevo lavorato al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) dove avevo creato il dipartimento di ‘’Informazione e Conoscenza’’ e con le mie squadre abbiamo sviluppato gli strumenti di trasferimento delle conoscenze, per capire come preparare e gestire i progetti più complicati: organizzare i Giochi Olimpici. Dubai aveva capito perfettamente la complessità di una candidatura e così abbiamo organizzato una squadra abbastanza leggera rispetto ai nostri concorrenti ma estremamente esperta e motivata. Per questa designazione, Dubai ha affrontato quattro città: São Paulo (Brasile), Izmir (Turchia), Ekaterinburg (Russia) e Ayutthaya (Thailandia).  In ultima battuta, Dubai ha vinto con 116 voti contro i soli 47 voti per la città di Ekaterinburg impegnata nella campagna “Global Mind”.  Personalmente, ho sempre amato i progetti che vogliono cambiare un Paese o una regione e creare nuove opportunità economiche e sociali per le comunità. Prima del CIO ho avuto diversi progetti per la Commissione Europea.  L’avventura della candidatura di Dubai è stata un’esperienza umana e intellettuale che mi ha davvero cambiato la vita. 

Milano ha ospitato con successo l’Expo mondiale 2015, ma non sappiamo davvero quanto sia importante questo evento globale: che significato ha per una città e un territorio? Le Mostre Universali sono eventi disciplinati dall’International Exhibitions Bureau creato a metà del diciannovesimo secolo (http://www.bie-paris.org/site/en/). Inizialmente questo evento era volto a mettere in evidenza i vari risultati in diversi settori (industriale, tecnologico, ecc….). Oggi consente anche di sviluppare infrastrutture innovative e garantisce una forte presenza internazionale al territorio ospitante. L’evento è organizzato in media ogni cinque anni ma ci sono anche altri tipi di esposizioni oltre a quelle chiamate “universali”: ci sono le rassegne internazionali (durata di 3 mesi) e le mostre orticole.  L’IBE gestisce anche la Biennale di Milano.  In ogni caso, l’evento è una vera dimostrazione di promozione tecnologica e commerciale per la città e il Paese organizzatore.  Storicamente, la prima fiera mondiale si tenne a Londra nel 1851.  Tra le esposizioni più illustri, troviamo quella di Parigi nel 1889 con la mostra della Torre Eiffel. 

Quindi qual è la posta in gioco per Dubai e più in generale per la regione?  Il tema di Expo 2020 Dubai è “Connecting minds, creating the future”. Lo sceicco Mohammed bin Rashid al-Maktoum ha giustificato questa scelta affermando che: “nel mondo altamente interconnesso di oggi, la chiave è una rinnovata visione del progresso e dello sviluppo con un accordo sugli obiettivi e l’impegno condiviso”. I temi della Mobilità, dell’Opportunità e della Sostenibilità andranno a strutturare l’immagine e lo sviluppo di Dubai.  Più in generale, questa mostra è un’opportunità unica per evidenziare l’imponente trasformazione di Dubai e degli Emirati Arabi Uniti a soli quarantanove anni dall’indipendenza del Paese.  Dubai è diventata la prima città della zona MEASA (Medio Oriente, Africa e Sud Africa) a organizzare un’esposizione universale e rafforzerà così la sua posizione privilegiata nello scenario mondiale.  

Come vede il futuro di Dubai dopo Expo2020? L’esposizione universale svilupperà in modo approfondito le attività economiche e turistiche di Dubai. Segna inoltre un’importante punto di svolta nella proiezione internazionale di Dubai, in quanto l’Expo rappresenta anche un’opportunità diplomatica per gli Emirati Arabi Uniti. Le infrastrutture create, i contatti professionali realizzati, favoriranno lo sviluppo di una megalopoli, “Abu Dubai”, sul modello di Los Angeles: un denso sviluppo urbano lungo il mare, che collegherà in futuro la città di Dubai alla capitale degli Emirati Arabi Uniti, Abu Dhabi.

So che sta lavorando a un progetto straordinario, potrebbe dirci di più a riguardo? Ho avuto la possibilità e l’onore di ricoprire ruoli di responsabilità in due dei progetti più interessanti al mondo: i giochi olimpici (per una serie di competizioni sportive) e le esposizioni universali (per l’evidenziazione di soluzioni tecnologiche innovative). Con alcuni colleghi, tutti massimi esperti dell’industria della tecnologia, dei media e dello spettacolo, abbiamo seguito il declino combinato delle organizzazioni sportive classiche e le crescenti aspirazioni della Gioventù. La tecnologia è più impattante di quello che pensiamo nel futuro dello sport, delle competizioni e delle discipline; è in atto una vera rivoluzione, l’intero ecosistema sta cambiando: nuovi obiettivi, nuovi stakeholder, nuovi modelli di business, nuove aspettative da parte degli spettatori e degli atleti. Stiamo riunendo l’essenza delle Olimpiadi e dell’Esposizione Universale. Useremo il potere di aggregazione degli sport e delle competizioni per cambiare il rapporto tra le nostre comunità e la tecnologia: informazione, comunicazione e istruzione. Chiameremo questo evento “Futurous”: Future and Us. Con Futurous Games sarà dominante l’innovazione basata sulla tecnologia, al fine di riconnetterci con i giovani e allinearci ai nuovi modi in cui lo sport e le competizioni internazionali saranno promosse, giocate, vendute e consumate. Sarà una piacevole sorpresa per tutti, per saperne di più: www.futurous.org.

Credits image: Le Petit Journal

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