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Expo2020 Dubai – La cupola di Al Wasl Plaza

Dopo quattordici mesi di progettazione, è stata recentemente installata la cupola di Al Wasl Plaza, snodo cardine di Expo2020 Dubai. Racchiudendo uno spazio di 724.000 metri cubi, raggiungendo un’altezza di 67,5 metri – più alta della torre di Pisa – e una larghezza di 130 metri, il traliccio in acciaio a forma di cupola circonda Al Wasl Plaza, cuore del sito di Expo2020 e nuovo principale punto di riferimento architettonico di Dubai.

Il maestoso progetto realizzato interamente in acciaio a vista, con un rivestimento in tessuto hi-tech, sarà per l’occasione trasformato in una superficie di proiezione immersiva a 360°, con rappresentazioni visibili sia dall’interno della cupola che dall’esterno di essa, grazie ai proiettori audiovisivi all’avanguardia forniti da Christie Digital Systems, Partner ufficiale di proiezione e visualizzazione di Expo2020. La cupola ospiterà le esibizioni di artisti di fama mondiale ed altre importanti celebrazioni, in occasioni internazionali come ad esempio l’ultimo dell’anno, il Diwali indiano e il Capodanno cinese. L’intreccio dei tubi della cupola è stato studiato per riprodurre il logo della manifestazione, un anello ritrovato in uno scavo archeologico alle porte di Dubai.

Con un peso di 550 tonnellate, la corona di acciaio è stata posizionata sulla parte superiore del traliccio verticale con una precisione di massima ingegneria, con la previsione di un margine di errore di soli tre millimetri. Ed un peso totale, comprese le strutture e le attrezzature necessarie per sollevare la cupola di 830 tonnellate. Dopo quattordici mesi di progettazione, con un lavoro di un giorno e mezzo senza sosta, in cui 800 ingegneri e tecnici edili hanno attentamente monitorato millimetro per millimetro il processo di posizionamento, utilizzando gli indicatori GPS per garantire un perfetto allineamento, l’intervento magistrale di posizionamento è stato realizzato grazie alla tecnica chiamata strand-jack. Un metodo che sfrutta cavi e piattaforme meccaniche per sollevare e spostare grandi carichi. Nello specifico, per sollevare e posizionare lentamente la corona curva in acciaio, sono stati usati diciotto martinetti idraulici, aiutati da funi di sollevamento in acciaio collegate a 18 colonne provvisorie autoportanti.

Inoltre, per mantenere la geometria della struttura del traliccio mentre veniva sollevato, sono stati installati cavi di tensione a fungere da collegamento tra il perimetro della corona del traliccio ed un anello di compressione temporaneo centrale. I tecnici hanno poi condotto diversi test di sollevamento per misurare il movimento della struttura mentre veniva alzata da terra. I cavi tesi sono stati regolati fino a quando i punti di collegamento del perimetro del traliccio erano nelle posizioni richieste per l’inizio del sollevamento completo.

Lo sceicco Ahmad Bin Saeed Al Maktoum, presidente dell’Higher Committee di Expo 2020 Dubai, ha dichiarato: “La cupola Al Wasl è un punto di riferimento significativo non solo per Expo 2020 ma per l’intera Dubai e gli Emirati Arabi Uniti. Questa nuova meraviglia architettonica si va ad aggiungere ad una lunga lista di progetti strabilianti che il nostro Paese ha creato attraverso la collaborazione, il duro lavoro e la visione oltreconfine ed ambiziosa della nostra leadership e delle nostre persone. È un altro esempio di ciò che la nazione può fare quando combina tutti i suoi talenti per uno scopo così formidabile. La cupola di Al Wasl prenderà un posto duraturo in cima alle conquiste architettoniche di fama mondiale del nostro Paese. Le mie più sentite congratulazioni vanno a tutte le persone coinvolte nel completare con successo questa straordinaria impresa ingegneristica”.

L’operazione estremamente complessa è stata una sfida ingegneristica unica, una delle più impegnative al mondo. Il sollevamento di una struttura così grande e pesante ha comportato un numero enorme di variabili. Un semplice spostamento causato dal vento o un cambiamento della temperatura dell’aria avrebbe potuto incidere enormemente sui calcoli compiuti, quindi il monitoraggio e la rivalutazione costanti sono stati essenziali durante tutto il processo di posizionamento della cupola.

Questa strabiliante opera ingegneristica porta una firma italiana poiché a costruire la cupola Al Wasl sono state due realtà del nostro territorio, la Cimolai e la Rimond. Due aziende che portano alta la bandiera del Tricolore: la prima, con sede a Pordenone, è stata fondata nel 1949 e ha nei decenni firmato importantissime opere metalliche, un po’ in tutto il mondo; la seconda, con sede a Milano (ma anche a Roma, Abu Dhabi e Shanghai) opera – grazie all’utilizzo di strumenti innovativi – sul design, la costruzione e l’acquisizione di edifici, soprattutto dei più complessi.

Per ottenere la commessa le due aziende hanno unito la conoscenza del territorio arabo e l’esperienza di Cimolai alla dinamicità e alla motivazione del giovane gruppo Rimond, i cui principali obiettivi sono la ricerca e l’innovazione sui metodi di lavoro. Dalla loro collaborazione è nata dunque la joint venture Cimolai-Rimond Middle East General Contracting, un pezzo d’Italia che si fa strada nel mondo.

Credits image: Cimolai

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